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Salvador Allende during the Chile’s September 11, 1973 coup d’état. All looking up, maybe for the imminent approach of the Hawker Hunters jet aircraft.


 

Allende, barricaded in the Palacio de La Moneda, shortly before the bombing.

Allende, barricaded in the Palacio de La Moneda, shortly before the bombing.

 

Airstrike on Palacio de La Moneda

Palacio de La Moneda under the fire of Hawker Hunters fighter aircraft.

Palacio-de-La-Moneda-11_9_1973

pinochet after coup

 

 

The Shark and the Sardines:

The Monroe Doctrine – United States support in Chile’s coup.

1823 - The Monroe Doctrine

 

 

+ high-res version

Reply of the Zaporozhian Cossacks to Sultan Mehmed IV of the Ottoman Empire

cossacks and Cossacks

Ilja_Jefimowitsch_Repin_Cossacks

Sultan Mehmed IV to the Zaporozhian Cossacks:
As the Sultan; son of Muhammad; brother of the sun and moon; grandson and viceroy of God; ruler of the kingdoms of Macedonia, Babylon, Jerusalem, Upper and Lower Egypt; emperor of emperors; sovereign of sovereigns; extraordinary knight, never defeated; steadfast guardian of the tomb of Jesus Christ; trustee chosen by God Himself; the hope and comfort of Muslims; confounder and great defender of Christians – I command you, the Zaporogian Cossacks, to submit to me voluntarily and without any resistance, and to desist from troubling me with your attacks.
Turkish Sultan Mehmed IV

The Cossacks’ reply came as a stream of invective and vulgar rhymes, parodying the Sultan’s titles:

Zaporozhian Cossacks to the Turkish Sultan!
O sultan, Turkish devil and damned devil’s kith and kin, secretary to Lucifer himself. What the devil kind of knight are you, that can’t slay a hedgehog with your naked arse? The devil excretes, and your army eats. You will not, you son of a bitch, make subjects of Christian sons; we’ve no fear of your army, by land and by sea we will battle with thee, fuck your mother.
You Babylonian scullion, Macedonian wheelwright, brewer of Jerusalem, goat-fucker of Alexandria, swineherd of Greater and Lesser Egypt, pig of Armenia, Podolian thief, catamite of Tartary, hangman of Kamyanets, and fool of all the world and underworld, an idiot before God, grandson of the Serpent, and the crick in our dick. Pig’s snout, mare’s arse, slaughterhouse cur, unchristened brow, screw your own mother!
So the Zaporozhians declare, you lowlife. You won’t even be herding pigs for the Christians. Now we’ll conclude, for we don’t know the date and don’t own a calendar; the moon’s in the sky, the year with the Lord, the day’s the same over here as it is over there; for this kiss our arse!
Koshovyi Otaman Ivan Sirko, with the whole Zaporozhian Host.

 

Ci sono cosacchi e Cosacchi

La Risposta dei Cosacchi dello Zaporož’e al sultano Mehmed IV di Turchia

Il Sultano Turco ai cosacchi dello Zaporož’e:

In quanto Sultano; figlio di Maometto; fratello del Sole e della Luna; nipote e viceré per grazia di Dio; governatore del regno di Macedonia, Babilonia, Gerusalemme, Alto e Basso Egitto; imperatore degli imperatori; sovrano dei sovrani; cavaliere straordinario e imbattuto; fedele guardiano della tomba di Gesù Cristo; fido prescelto da Dio stesso; speranza e conforto dei Musulmani; grande difensore dei Cristiani — Io comando a voi, cosacchi dello Zaporož’e, di sottomettervi a me volontariamente e senza resistenza alcuna, e cessare di tediarmi con i vostri attacchi.

Il Sultano Turco Mehmet IV
 

 I cosacchi dello Zaporož’e al Sultano Turco:

Tu, diavolo turco, maledetto compare e fratello del demonio, servitore di Lucifero stesso. Quale straordinario cavaliere sei, tu che non riesci ad uccidere un riccio col tuo culo nudo? Il diavolo caca e il tuo esercito ingrassa. Non avrai, figlio d’una cagna, dei cristiani sotto di te, non temiamo il tuo esercito e per terra e per mare continueremo a darti battaglia, sia maledetta tua madre.

Tu cuoco di Babilonia, carrettiere di Macedonia, birraio di Gerusalemme, fottitore di capre di Alessandria, porcaro di Alto e Basso Egitto, maiale d’Armenia, ladro infame della Podolia, “amato” tartaro, boia di Kam’janec’ idiota del mondo e dell’altro mondo, nipote del Serpente e piaga nel nostro cazzo. Muso di porco, deretano di giumenta, cane di un macellaio, fronte non battezzata, scopati tua madre!

Ecco come gli Zaporozi ti hanno risposto, essere infimo: non comanderai neanche i maiali di un cristiano. Così concludiamo, visto che non conosciamo la data e non possediamo calendario, il mese è in cielo, l’anno sta scritto sui libri e il giorno è lo stesso da noi come da voi. Puoi baciarci il culo!

L’Otaman Koshovyi Ivan Sirko, con l’intera armata dello Zaporož’e

 

J’étais obligé de constater aussi que jusqu’ici j’avais eu sur ces questions des idées qui n’étaient pas justes. J’ai cru longtemps – et je ne sais pas pourquoi – que pour aller à la guillotine, il fallait monter sur un échafaud, gravir des marches. Je crois que c’était à cause de la Révolution de 1789, je veux dire à cause de tout ce qu’on m’avait appris ou fait voir sur ces questions. Mais un matin, je me suis souvenu d’une photographie publiée par les journaux à l’occasion d’une exécution retentissante. En réalité, la machine était posée à même le sol, le plus simplement du monde. Elle était beaucoup plus étroite que je ne le pensais. C’était assez drôle que je ne m’en fusse pas avisé plus – 88 – tôt. Cette machine sur le cliché m’avait frappé par son aspect d’ouvrage de précision, fini et étincelant. On se fait toujours des idées exagérées de ce qu’on ne connaît pas. Je devais constater au contraire que tout était simple : la machine est au même niveau que l’homme qui marche vers elle. Il la rejoint comme on marche à la rencontre d’une personne. Cela aussi était ennuyeux. La montée vers l’échafaud, l’ascension en plein ciel, l’imagination pouvait s’y raccrocher. Tandis que, là encore, la mécanique écrasait tout : on était tué discrètement, avec un peu de honte et beaucoup de précision.
Albert Camus – L’Étranger, 1942

Another thing I had to recognize was that, until now, I’d had wrong ideas on the subject. For some reason I’d always supposed that one had to go up steps and climb on to a scaffold, to be guillotined. Probably that was because of the 1789 Revolution; I mean, what I’d learned about it at school, and the pictures I had seen. Then one morning I remembered a photograph the newspapers had featured on the occasion of the execution of a famous criminal. Actually the apparatus stood on the ground; there was nothing very impressing about it, and it was much narrower than I’d imagined. It struck me as rather odd that picture had escaped my memory until now. What had struck me at the time was the neat appearance of the guillotine; its shining surfaces and finish reminded me of some laboratory instrument. One always has exaggerated ideas about what one doesn’t know. Now I had to admit it seemed a very simple process, getting guillotined; the machine is on the same level as the man, and he walks toward it as he steps forward to meet somebody he knows. In a sense, that, too, was disappointing. The business of climbing a scaffold, leaving the world below, so to speak, gave something for a man’s imagination to get hold of. But, as it was, the machine dominated everything; they killed you discreetly, with a hint of shame and much efficiency.
The Stranger

Ero anche obbligato a riconoscere che fino a quel momento avevo avuto di queste cose delle idee che non erano giuste. Ho creduto per molto tempo non so per quale ragione che per andare alla ghigliottina si dovesse salire su un catafalco, fare alcuni gradini. Probabilmente è a causa della Rivoluzione del 1789, cioè a causa di tutto ciò che mi hanno insegnato o fatto vedere su queste cose. Ma un mattino mi sono ricordato di una fotografia che avevano pubblicato i giornali in occasione di una condanna a morte di cui si era parlato molto. In realtà la macchina era posata direttamente per terra, nel modo più semplice possibile. Era molto più stretta di quanto credessi. È abbastanza strano che non mi sia venuto in mente prima. La macchina, nella fotografia, mi aveva colpito per il suo aspetto di strumento di precisione, ben rifinito e luccicante. Ci si fanno sempre delle idee esagerate su ciò che non si conosce. Invece dovevo constatare che tutto è molto semplice: la macchina è allo stesso livello dell’uomo che vi si avvia. Egli vi giunge allo stesso modo che se andasse incontro a qualcuno. In un certo senso anche questo era antipatico. La salita verso il catafalco, quell’ascesa verso il cielo, erano tutte cose cui poteva aggrapparsi la fantasia. Mentre invece, 65 in realtà, ancora una volta la meccanica sopprimeva tutto: si era uccisi in maniera discreta, con un po’ di vergogna e molta precisione.
Lo Straniero

The movie: Lo Straniero – Luchino Visconti, 1967 (original italian audio and english subtitles)